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Emergenza Haiti

Carissimi amici,

vi trasmetto la testimonianza diretta raccolta dai nostri missionari che ci hanno raggiunto per telefono, una prima volta mercoledì mattina alle ore 10 e una seconda volta giovedì pomeriggio alle ore 17.

Il terremoto che ha devastato Haiti, e in particolare la capitale Port-au-Prince, ha lasciato dietro di sé solo cumuli di macerie, tantissimi morti, feriti, persone disperate.

Dalla viva voce dei nostri missionari ho saputo di una città spettrale, disseminata di cadaveri, totalmente abbandonata, senza nulla che funzioni, non più ospedali, negozi, chiese, uffici, banche, carceri… ma lascio alle immagini e ai reportage dei giornali e telegiornali la situazione generale.

La nostra missione, con il suo ospedale, gli ambulatori, il centro nutrizionale, il centro per handicappati, la scuola, non è crollata.

I cinque chierici teologi che nei primi due giorni si davano per dispersi o addirittura morti, sono in realtà vivi e sono riusciti a salvarsi dal crollo della scuola, dove stavano frequentando i corsi di teologia; la maggior parte dei bambini da noi assistititi sono salvi, sia quelli dell’ospedale che quelli della scuola (le lezioni al momento del sisma erano terminate, non sappiamo se qualche bambino sia rimasto ferito o sia morto a causa del crollo della sua casa).

Tutti i nostri religiosi e religiose presenti in Haiti sono vivi e stanno bene.

Sia l’ospedale che la scuola hanno retto bene: sono lesionati i muri ma le costruzioni sono in piedi.

All’interno dell’ospedale la violenza del terremoto ha distrutto buona parte dei mobili e delle strumentazioni, basti pensare che la poltrona dentistica è stata divelta e gettata contro il muro dalle violente scosse.

Sin da subito sono iniziati ad arrivare i feriti e i sopravissuti. A ieri, 14 gennaio, sono già stati medicate, curate e dimesse più di 500 persone, arrivano in continuazione feriti, con arti spezzati, emorragie, traumi interni. Attualmente, sistemati sotto i portici, nei cortili dell’ospedale, ci sono centinaia di ammalati.

Lavorano giorno e notte 3 medici, 5 infermieri, i nostri religiosi e religiose, i seminaristi.

Mancano acqua, cibo, medicine. La gente è affamata e non ha niente da mangiare e da bere.

Le necessità immediate sono cibo e farmaci, in particolare antibiotici, anestetici, antitetanici, fleboclisi, garze, cerotti, disinfettanti. Alimentari: riso, pasta, olio, dadi, scatolame (pelati, fagioli, piselli), tonno, carne in scatola.

Un container è già partito, altri partiranno la prossima settimana.

I fondi che riceveremo saranno utilizzati per i primi interventi e per la ricostruzione.

Si temono saccheggi, violenze, non ci sono forze dell’ordine, il corpo di polizia è stato decimato.
Come aiutarci

Abbiamo costituito in collaborazione con la Fondazione Paideia Onlus di Torino un ufficio operativo per coordinare, finalizzare al meglio e non disperdere aiuti e risorse. Chi desidera può contribuire attraverso donazioni in denaro (vedi pagina Come Aiutarci: Donazioni) , generi alimentari e medicine che noi invieremo ad Haiti. I generi alimentari, i farmaci e le offerte (vedi pagina Come Aiutarci: Offerte) potete portarli alla chiesa di San Giuseppe in via Santa Teresa 22. Recapito telefonico 011 562 80 93.

Per bonifici

  • c/c bancario Banca Regionale Europea IBAN IT 69 C 069 0601 009 0000 0007 7749
  • c/c postale 70170733

intestati a: Associazione Madian Orizzonti ONLUS

Causale: terremoto Haiti

L’ufficio operativo è disponibile per informazioni al numero 345 47 33 789 e all’indirizzo mail info@madian-orizzonti.org

Vi chiediamo di pregare perché questa povera e disperata gente possa risollevarsi, rimettersi in piedi e continuare a vivere nonostante tutto.

Dov’era Dio martedì pomeriggio alle ore 16,30 quando ad Haiti la terra tremava? Sono forse figli di un Dio minore? Perché sempre tutto e il peggio sulla testa dei poveri? Non bastavano la miseria, i cicloni, le inondazioni puntuali come la morte ogni anno? Perché Dio non sembra ascoltare il grido di questi disperati?

È facile e naturale cadere in questa tentazione, è giusto porci queste domande e protestare anche nei confronti di Dio, ma credo che se da una parte la natura e il mondo fanno il loro corso, dall’altra non c’è un Dio cattivo o indifferente e, nonostante i fatti urlino questa assenza, continuo a credere che Dio è ad Haiti, si sta aggirando tra le macerie, è presente nella vita di questo popolo martoriato e saprà ricavare da questa immane tragedia una possibilità di bene per il futuro di questo paese.

Per questo, lo ripeto, preghiamo, non perdiamo la fede, facciamoci strumenti attenti e premurosi di questa presenza di Dio.

Grazie per quello che avete già fatto e per ciò che farete.

In questi giorni abbiamo sentito forte la vostra presenza, amicizia e partecipazione; ho trasmesso ai nostri missionari la vostra vicinanza, il vostro affetto e sostegno e, insieme a noi, vi ringraziano.

Continuiamo il cammino insieme, uniti dalla comune umanità e fede, e riusciremo, ancora un volta, a vincere la distruzione e la morte, portando un po’ di speranza a chi non ha più lacrime da versare, a questa gente che, nonostante tutto, continua a vivere, a credere, a sperare e ad amare.

p. Antonio Menegon

Vi terremo aggiornati man mano che giungeranno nuove notizie.

Madian Orizzonti

Dal 1980 ci occupiamo dell’accoglienza e dell’accompagnamento gratuito di povera gente ammalata, secondo lo spirito del Fondatore: San Camillo De Lellis.

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