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Santa Pasqua 2020

Carissimi Amici e Carissime Amiche, nonostante tutto anche quest’anno è ancora Pasqua. Una Pasqua difficile perché è ancor più segnata dalla malattia, dalla sofferenza e dalla morte che dalla gioia, dalla vita, e dalla risurrezione.
In questi mesi stiamo assistendo ad una emergenza sanitaria che ha colpito il Mondo intero. Questi sono gli avamposti della morte che noi siamo chiamati a sconfiggere con la forza, l’energia e il coraggio della vita. Eppure è ancora Pasqua, la festa per eccellenza della vita: noi cristiani crediamo che Gesù di Nazaret è risorto dai morti e con la sua risurrezione ha sconfitto la morte.
La morte non è solo quella fisica, lo scacco umano, il trionfo della nostra fragilità di creature; la morte si manifesta ogni volta che siamo attaccati dalle malattie, dalla sofferenza, dal male, dalla disperazione e dalla solitudine.
Tante persone mi telefonano e mi scrivono manifestando tutta la loro sofferenza che alle volte si tramuta in disperazione; è difficile vivere quando magari nella solitudine più totale siamo angosciati da quanto sta succedendo intorno a noi. Penso alle famiglie senza reddito che sono alla fame, penso a chi è costretto a vivere in pochi metri quadrati, penso a chi ha in casa persone ammalate, anziane o disabili, penso a chi è costretto ad una convivenza forzata con congiunti violenti, penso alle persone con delle fragilità mentali, penso a chi è totalmente solo senza alcun riferimento, penso a chi ha perso una persona cara senza poterle dare un ultimo saluto, un abbraccio, uno sguardo, penso a chi ha contratto il virus e, anche in questo caso senza alcun sostegno e la presenza di persone amiche, vede il progressivo peggioramento della sua condizione fisica, penso ai poveri che sentono continuamente ripetere “state a casa” e loro una casa non ce l’hanno, penso ancora alle persone senza fissa dimora che con tutto chiuso non sanno neppure dove poter espletare i bisogni più elementari come lavarsi e andare in bagno, penso a chi ha figli, genitori o parenti lontani, penso ai carcerati e a chi li accudisce … e questa triste litania potrebbe continuare all’infinito.  
Ci sentiamo partecipi di tanta sofferenza e impegnati a combatterla e a sconfiggerla con tutta la nostra forza e coraggio interiori. Siamo a chiamati a sperare contro ogni speranza e a credere che anche questa volta ce la faremo perché la vita vince sempre.
Come cristiani crediamo che con la resurrezione Gesù ha vinto la morte e ci ha aperto il passaggio alla vita senza fine, ma per credere alla vita futura occorre prima credere, proteggere, amare, difendere questa vita, altrimenti la vita eterna può diventare una facile copertura per non impegnarci in questa tremenda e altrettanto, nonostante tutto, bella esistenza che diventa il banco di prova della nostra fede e della nostra credibilità.
È quanto tentiamo di fare qui a Torino nella nostra Comunità Madian che ospita 40 persone povere e ammalate e aiutando, sempre nella città, persone che, soprattutto in questo periodo, sono senza risorse economiche e non possono permettersi neppure di fare la spesa alimentare ed è quanto tentiamo di fare in varie parti del Mondo, con l’operato dei nostri Missionari, dei volontari, con impegno e dedizione per sconfiggere ovunque le malattie e la morte. Anche ad Haiti purtroppo è arrivato il grande nemico e ha già contagiato diverse persone. La preoccupazione è grande perché in un Paese come Haiti questo, nell’eventualità dell’espandersi dell’epidemia, significherebbe morte certa per migliaia se non milioni di persone, vista la mancanza di ogni protezione, la promiscuità delle persone, soprattutto nelle bidonville dove in pochi metri quadri sono ammassate migliaia di persone, e ancora, per la mancanza di strutture ospedaliere che già faticano ad accogliere malati nella normalità e che in caso di una epidemia collasserebbero.  
Per quanto è nelle nostre possibilità, nel nostro piccolo, in forza della nostra comune umanità, e per chi crede, in forza della fede, ci sentiamo impegnati a scegliere e progettare un futuro capace di difendere, proteggere, amare la vita, soprattutto quella più indifesa.
Grazie, sempre grazie perché anche in questa occasione la Vostra presenza e il Vostro sostegno ci aiutano a continuare con rinnovato vigore nel cammino intrapreso.
Buona Pasqua, quindi! Restiamo sempre uniti, sempre umani, con la profonda consapevolezza che con la forza e concretezza del nostro impegno sapremo diventare i veri e autentici testimoni della resurrezione di Cristo, della nostra resurrezione e di quella di tutti gli uomini e le donne che Dio ama.
Padre Antonio Menegon

Madian Orizzonti

Dal 1980 ci occupiamo dell’accoglienza e dell’accompagnamento gratuito di povera gente ammalata, secondo lo spirito del Fondatore: San Camillo De Lellis.