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Accoglienza dei profughi presso enti religiosi e famiglie | Madian Orizzonti Onlus
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Accoglienza dei profughi presso enti religiosi e famiglie

Facciamo nostro l’appello del Papa e del Vescovo di Torino circa l’accoglienza dei richiedenti asilo politico all’interno delle nostre case e delle nostre famiglie

Prime indicazioni sull’accoglienza dei profughi presso enti religiosi e famiglie   

Informazioni pratiche diffuse dall”Ufficio per la Pastorale dei Migranti

Pubblichiamo le prime indicazioni relative al progetto di accoglienza dei profughi presso enti religiosi e famiglie.

1)  A essere ospitati potranno essere principalmente uomini soli (in generale con età tra i 20 e i 35 quindi giovani), ma anche: – coppie senza bambini – famiglie con bambini (poche) – donne sole – donne sole con bambini.

2) Esiste la possibilità che alcuni rifugiati oggi non siano inseriti in alcun progetto di accoglienza o che lo siano stati per un periodo senza però raggiungere l’autonomia. Si tratta delle persone più bisognose, escluse da qualsiasi aiuto istituzionale.

3) Per i criteri di abbinamento tra ospitante e ospitato, verranno valutate le singole situazioni, incrociando le caratteristiche/ esigenze di entrambe le parti.

4) Il periodo dell’accoglienza andrà da un minimo di 6 mesi a un massimo di 12 mesi. L’obiettivo del progetto è quello di utilizzare tale periodo per portare il rifugiato a una situazione di autonomia economica e abitativa. Al termine del progetto, nel caso non si fosse ancora raggiunto l’obiettivo, si valuteranno le possibilità.

5) La Pastorale Migranti (Upm) raccoglie le disponibilità da parte delle diverse realtà (Unità pastorali, parrocchie, famiglie, comunità religione e associazioni e movimenti laicali) e procederà nelle prossime settimane a ipotizzare l’assegnazione dei beneficiari agli ospitanti, non prima di aver incontrato gli interessati in sede Upm o in loco. Si terranno incontri per valutare la fattibilità, le modalità organizzative e i ruoli (Upm e ospitanti) nel momento in cui si attiverà l’inserimento. Per tutti gli aspetti formali sarà l’Upm ad attivare le convenzioni in modo da sollevare le realtà ospitanti.

Per informazioni: tel. 011.0196664; e-mail: segreteria@upmtotino.it

(Testo tratto da «La Voce del Popolo» del 13 settembre 2015)

Alcune precisazioni:

 

  1. I richiedenti asilo che verranno ospitati non sono quelli che stanno arrivando ora, ma sono persone già presenti nella nostra Regione e con le quali si è già fatto un percorso di integrazione
  2. Il tempo di permanenza all’interno della famiglia è di 6 mesi + 6 mesi
  3. Ogni persona ha un progetto finalizzato all’autosufficienza che prevede la ricerca di lavoro e casa. Se alla fine dell’anno di permanenza nella famiglia non si fosse raggiunto l’obiettivo, l’ufficio per la Pastorale dei Migranti ricolloca la persona in altra struttura.
  4. Se dovessero insorgere, durante la permanenza in famiglia, dei problemi, si può sempre fare riferimento all’ufficio per la Pastorale dei Migranti.

Tutto questo significa che la persona non viene “scaricata” ma viene seguita e la famiglia che la ospita viene costantemente supportata dall’ufficio per la Pastorale dei Migranti stesso.

 

Madian Orizzonti

Dal 1980 ci occupiamo dell’accoglienza e dell’accompagnamento gratuito di povera gente ammalata, secondo lo spirito del Fondatore: San Camillo De Lellis.