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Aggiornamento da Haiti – 20/10/16

Cari amici,

nell’informazione che abbiamo dato il 17 ottobre, abbiamo parlato della situazione a nord dell’isola di Haiti perché l’uragano Matthew ha colpito con particolare violenza il sud e Jérémie ma non ha risparmiato il nord ovest del Paese. Maddalena Boschetti, missionaria laica che ha lavorato con noi e continua a collaborare con la nostra Missione, mi ha inviato questo nuovo aggiornamento:

Carissimo Antonio,

ti scrivo per cercare di riassumere la situazione del basso nord-ovest dopo il passaggio del ciclone, la nostra risposta e darti anche un aggiornamento sulle varie attività. Il ciclone ha attraversato il nord-ovest 10 giorni fa: martedi 4 e mercoledì 5 sono stati per noi i giorni più difficili; giovedì siamo finalmente riusciti ad uscire di casa. Le perdite di vite umane grazie a Dio sono state limitate, sembra una vittima per il crollo della casa, un malato morto il giorno dopo perchè rimasto esposto alle intemperie. Nei giorni successivi abbiamo avuto qualche vittima di incidenti legati alla bonifica del territorio, soprattutto alberi pericolanti,fratture di arti o lussazioni.

Le vite sono salve ma il resto ha subìto danni gravissimi: case crollate, tetti di lamiera o paglia volati via, campi appena seminati lavati via dalla pioggia, alberi da frutto sradicati, bestiame perso. In questa zona rurale, in cui la gente vive di quello che i campi producono, contando i fagioli e le banane da mettere nel piatto dei figli giorno dopo giorno, questo significa fame e malattie nei prossimi mesi.
La situazione al sud è terribile, ininmaginabile, ma qui, dove il livello di qualità di vita è molto inferiore (la zona è la più depressa del Paese, qui siamo sulla soglia della sopravvivenza) e la precarietà quotidiana impone di lottare per il cibo di ogni giorno giá normalmente, questa catastrofe schiaccia ancor di più la gente, togliendo le poche forze che aveva per vivere. L’impressione è quella di assistere ad una lenta agonia, ad una morte annunciata, testimoni della perdita di beni che, già prima, potevano solo far sopravvivere a stento.
L’ultima beffa: i politici locali si sono accaparrati gli aiuti destinati alla zona, stoccandoli (dove?) per distribuirli in vista delle elezioni a proprio nome…

In questo caos come ci siamo mossi noi?
Da giovedì 6 tutti i
Responsabili sono impegnati in visite alle famiglie nelle proprie zone. Spesso le visite sono molto impegnative a causa delle distanze e della difficoltà a percorrere strade o sentieri. Sempre abbiamo verificato le condizioni dei bimbi, incoraggiato le famiglie e cercato di avere un’idea dei danni edelle primarie necessità.
Ci aspettiamo nei prossimi tempi un acuirsi di problemi legati alle condizioni delle case e all’igiene, il secondo intervento che stiamo facendo è di sensibilizzazione di tutte le famiglie per prevenire colera, tifoide e anche infezioni respiratorie. Ci siamo procurati disinfettanti per la potabilizzazione dell’acqua e li stiamo distribuendo gratuitamente alle famiglie nel corso degli incontri.
Martedì 18 ottobre abbiamo messo in moto un secondo livello di intervento: un’azione d’urgenza per acquistare e distribuire sementi (mais, fagioli e arachidi) per permettere di rimpiazzare quelli appena persi,con l’obiettivo di non perdere il prossimo raccolto; per riuscirci stiamo acquistando sui mercati locali (a causa delle varietà dei semi che devono essere adatti alla località) sementi da distribuire a circa 300 famiglie scelte tra le più fragili nelle zone dove questa seconda semina è ancora possibile; i tempi per questo tipo di intervento sono legati ai cicli naturali dei campi che devono essere pronti entro la fine d’ottobre. Abbiamo quindi meno di due settimane.
In questo Paese anche azioni come acquisto di sementi e distribuzione di generi alimentari possono essere difficoltose ed anche pericolose e devono essere fatte con attenzione e precauzione. Spesso infatti la gente esasperata può diventare aggressiva e assaltare i centri di distribuzione, impossessandosi di tutto.
Questo rischio sarà da considerare soprattutto per le distribuzioni di cibo, che senz’altro dovremo prendere in considerazione dal mese di dicembre, periodo in cui la gente inizierà a soffrire di più.
Stiamo confrontandoci per scegliere i prossimi interventi ed organizzarli.
Ti terrò informato.
A seconda della disponibilità dei fondi l’idea è quella di fornire strumenti per il lavoro nei campi, cibo nei mesi in cui i campi non sono ancora in grado di produrre, fornire piante da frutto per rimpiazzare quelle perse.
Per le case e le strutture stiamo anche cercando di capire se ci sarà una risposta delle grandi organizzazioni.
Stiamo cercando di dare il meglio di noi.

Madda

Madian Orizzonti

Dal 1980 ci occupiamo dell’accoglienza e dell’accompagnamento gratuito di povera gente ammalata, secondo lo spirito del Fondatore: San Camillo De Lellis.