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Il sole a ovest di Cordoba

Il romanzo “Il sole a ovest di Cordoba” scritto da Fabio Mancin, edito da WME, sarà ospite del Festival della Cultura dal Basso che si svolgerà a Torino dal 7 al 14 maggio nei quartieri Aurora, Borgo Dora e Porta Palazzo.
La presentazione del libro è prevista nello Spazio Libri del Festival organizzato sabato 13 maggio alle ore 16:00 di fronte al Maglio, su via Borgo Dora.

Il libro è un diario di bordo, una storia vera. Il viaggio che non ti aspetti.
Nell’aprile del 2004 Fabio Mancin sale su un aereo per l’Argentina. La sua destinazione è Cordoba. Dietro di sé lascia il mondo degli affetti, la donna di cui è innamorato, Annegret, una carriera universitaria in Germania. Davanti a sé le incognite di quello che si rivelerà un vero e proprio pellegrinaggio nell’inferno degli emarginati, dei poveri, dei disperati. Partito come collaboratore di un’organizzazione umanitaria, il protagonista di questa storia dovrà confrontarsi non solo con la realtà spesso atroce delle villas miseria, ma anche con le tante luci e ombre che si agitano all’interno delle ONG: una lotta incessante contro la pervicace rassegnazione, l’indifferenza strategica e la calcolata ipocrisia che talvolta si celano dietro le facciate bonarie dell’impegno sociale. Presto Fabio si ritroverà da solo, a dover scegliere se tornare nel primer mundo con un pugno di mosche, o rimanere e combattere la sua battaglia contro il tempo per realizzare un centro di accoglienza destinato ai bambini di Villa Urquiza, il luogo che cambierà profondamente il suo cuore. Perché a guidarlo attraverso una burocrazia ostile, mille contrattempi, l’ostracismo di chi dovrebbe invece sostenerlo, ci sarà la luce purissima del sogno di Nilda, la vieja che ha dedicato la sua vita ai piccoli della villa miseria, e che per prima ha immaginato le mura della “Casita del Sol”. E sarà sempre lì, nell’universo desolato e cadente di Villa Urquiza, tra gli sterrati malinconici dove ogni tanto vedi fiorire il sorriso disarmante di un ragazzino, che Fabio imparerà la fatica e l’amicizia, la responsabilità e il dolore dai volti degli ultimi, viaggiatore in una terra in crisi, travolta da un collasso economico che la avvicina a noi. Perché vi sta come dipinto, paurosamente, il nostro futuro.

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